Articolo tratto dal Giornale del 22 febbraio 2009

Pamela Dell'Orto

Francesca Viacava è una psicologa, e nel suo studio sono passate tante storie di donne aggredite. Fin troppe volte si è chiesta: "Perchè non insegnare come prevenire le aggressioni e difendersi? I corsi di autodifesa sono sempre organizzati da uomini: ma loro sanno come si sente una donna?"

Cosi nasce "Contromossa" corso per "valorizzare il punto di forza di ogni donna" con esercizio fisico e supporto psicologico. Un supporto non indifferente in un momento in cui gli episodi di violenza sembrano essere all'ordine del giorno. In più Contromossa è pensato dalle donne e per le donne.

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Insieme a Francesca ci sono Giovanna Citrelli insegnante di educazione fisica, Gioia Aloisi e Monica Gorini, docenti di laboratori percettivi e Patrizia Martini, maestra di karate. Giovanna, anche lei maestra di karate, ha portato il corso nella scuola media in cui lavora, la Tabacchi, in zona Bocconi. Tutte hanno avuto almeno un esperienza di scippo, ma sono riuscite a reagire recuperando persino i portafogli.

Come? "La nostra paura rende forte l'aggressore. Si deve sempre ostentare sicurezza, e prenderlo alla sprovvista" E se siamo alle strette? "La regole è non urlare mai "Aiuto", ma "Al fuoco!" solo cosi si ottiene attenzione".

Arriviamo al corso e ci troviamo in cerchio insieme ad una quindicina di altre donne tutte tra i 30 e i 50 (la fascia di età delle organizzatrici, per contattarle: 333.98802121. eduart@libero.it).

Dopo un percorso che insegna a respirare nel modo giusto (cosa fondamentale perchè quando si ha paura si trattiene il respiro), Gioia ci mostra come affinare i sensi. "Dovete osservare tutto ciò che vi circonda, prima di tutto le persone: in faccia ma anche dalla cintura in giù" E' qui che si nascondono le insidie: coltelli e pistole, e la cintura, che si può trasformare in un arma. I segnali sono tanti, anelli come armi, lo sguardo sfuggente come il biglietto da visita del maniaco. "Non girate mai per le strade distratte o con l'iPod nelle orecchie, perchè il malintenzionato sceglie la sua vittima in base ai segnali che gli manda". E se è lui a coglierci di sopresa? Giovanna simula una serie di situazioni pericolo e ci divide in gruppi. La prima prova è la stretta da dietro dell'aggressore.

Daniela segue le istruzioni e riesce a liberarsi, abbassa il baricentro, piega le gambe e colpisce. Marco e Niccolò, istruttori di Karate (sono i due "bersagli" maschili del corso"), simulano altre situazioni: Niccolò blocca Genny prendendola per un braccio. "Non usare la forza. Ruota il baricentro e di conseguenza il braccio". La mossa giusta, ruotare la parte inferiore del corpo e dagli un calcio ed una gomitata guardandolo negli occhi, sembra facile ma noi riusciamo a colpirlo solo dopo vari tentativi. Prima di ricaricare il corpo con le energie perdute, Giovanna ci mostra come evitare lo scippo. La borsa' "Va tenuta a tracolla, ben salda sotto il braccio". Qualcuno cerca di portarcela via? "Reagiamo ruotando il busto: cosi la borsa diventa un arma. Ma se è pericoloso, lasciamogliela!

LA NOVITA Le lezioni di Contromossa sono state organizzate dalle donne evalorizzano la forza fisica


TECNICHE Le insegnanti "Affinare i sensi, osservare le persone in faccia ma anche dalla vita in giù"


CONSIGLI La prima regola è non urlare mai "Aiuto!" ma "Al fuoco!", solo cosi si ottiene attenzione.